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La psicologia nello sport.

18/02/2016 • Attualità, Da non perdere, Eventi, In breve, News, Scuole Calcio, Storie importanti

 

 

L’asd Città di Trapani calcio, in quanto Scuola Calcio d’Élite, ha nel suo programma il compito di organizzare riunioni con atleti e genitori  sui temi più disparati e proprio questo pomeriggio nella Sala Conferenze messa a disposizione dal Coni di Trapani la dr.ssa Marilena Marrone, Psicologa Clinica e di Comunità, ha relazionato su argomenti inerenti la Psicologia legata allo sport: Competizione, Bullismo, Dispersione Sportiva e, infine, La Famiglia e lo Sport.

La sala conferenze, gremita in tutti i suoi posti, era formata da genitori e atleti del Città di Trapani, in maniera particolare Giovanissimi e Sperimentali, mentre attorno al tavolo da lavoro sedevano il Presidente del Città di Trapani Salvatore Tarantino, il Presidente della delegazione della FIGC di Trapani Toti Ernandez e il dott. Giacomo Rodriquenz in qualità di conduttore/moderatore.

Il Presidente Tarantino ha ringraziato il Delegato Presidente del Coni di Trapani, Salvatore Castelli, per aver  messo a disposizione la sala conferenze e tutti gli intervenuti, quindi i saluti di Toti Ernandez che poi a fine conferenza ha ripreso la parola complimentandosi con la Società del Città di Trapani per quanto fatto incoraggiandola ad andare avanti in questa direzione.

Il dr Giacomo Rodriquenz, che è anche Vice Presidente del Città di Trapani, ha quindi presentato la dr.ssa Marilena Marrone che per quanto riguarda lo sport collabora con il Città di Trapani calcio come Psicologa dello Sport già da qualche tempo e ha introdotto gli argomenti puntualizzando come ad esempio una sana e pulita competizione tra gli atleti è l’essenza della vita sportiva: “come si potrebbe immaginare una gara senza competizione, sarebbe come una canzone senza parole, cioè non avrebbe senso”, mentre la puntualizzazione per quanto riguarda il bullismo, continua il dr Rodriquenz, sta nel fatto che chiunque può assumere nel tempo sia il ruolo di vittima che di persecutore. Sul drop out o abbandono è molto importante il ruolo svolto dalle società Sportive e dagli allenatori in particolare tenendo ben presente che gioca un ruolo fondamentale la “motivazione”, e infine sulla famiglia e lo sport  viene favorita anche la “genitorialità”.

La dottoressa Marrone, con la sua eloquenza, ha sviluppato i temi precedentemente esposti evidenziando come ad esempio la competizione è l’essenza della vita sportiva, mentre la “sana competizione” permette di crescere e aiuta a migliorare le proprie prestazioni. I valori dello sport sono, continua la dr.ssa Marrone, la disciplina, la capacità di saper soffrire, l’amicizia, la costruzione delle regole e il saper tollerare le frustrazioni.

Il bullismo nello sport si manifesta quando si ricerca la prestazione a tutti i costi, esaltando l’attività sportiva orientata al risultato agonistico e arrivando a giustificare ogni mezzo (anche illecito) pur di conquistare la vittoria. La psicologa ha poi parlato su come riconoscere il bullismo ed ha evidenziato un aspetto importante sull’allenatore che può assumere il ruolo di bullo quando agisce con estrema durezza per far valere il proprio ruolo per ottenere più del dovuto dai propri ragazzi: in questo caso non si parla di polso fermo e severità ma di eccesso e degenerazione. Infine la suddivisione di bullismo in: diretto e indiretto; nel primo caso è di tipo fisico, verbale o elettronico (cyberbullismo) e nel secondo caso si hanno aggressioni psicologiche come l’esclusione dal gruppo e quindi l’emarginazione.

La fascia di età che caratterizza il drop out o abbandono o dispersione sportiva è quella compresa tra i 13 e i 18 anni, e il distacco appare più come rifiuto nel modello che nella proposta, quindi verso gli allenatori/tecnici che non riescono a motivare, a gestire la competizione, la selezione sportiva.

Infine la dr.ssa Marrone ha posto l’accento su uno degli argomenti che poi hanno dato vita alla discussione finale con le domande poste sia dai ragazzi che dai genitori presenti: il ruolo dei genitori nello sport.  I genitori sono quelli che influiscono in modo positivo o negativo nella scelta dello sport; ha poi puntualizzato l’aspetto comunicativo Allievo – Allenatore, Genitore–Allenatore e Allievo – Genitore, di cosa discutere con il Mister e di cosa non discutere.

Nel ringraziare la dottoressa Marrone per la sua eloquente esposizione e tutti gli intervenuti il Dr Rodriquenz ha dato appuntamento al prossimo incontro che è previsto per metà marzo e verterà sull’alimentazione nello sport.

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