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Cantera Ribolla più di una scuola calcio.

09/08/2012 • Scuole Calcio

 

La “cantera” di Palermo
è molto più del calcio

 

Nei quartieri dimenticati della città siciliana nasce la Scuola Calcio Ribolla fondata da Totò Schillaci e ora gestita da Giuseppe De Domenico. Lo sport contro droga e furti

di LORENZO TONDO la repubblica

La "cantera" di Palermo  è molto più del calcio

PALERMO - La ‘cantera’ di Palermo è molto più di un vivaio. Negli slum dimenticati da Dio e da tutto, dove i goal hanno il suono assordante delle saracinesche e i pali sono le facce sui poster dei cantanti neomelodici, il calcio non è mai stato solo un gioco. Qui il pallone è medicina. Tiene lontana la droga e i furti. Così, tra i quartieri senza nome della città, prende vita il sogno “blaugrana” della Scuola Calcio Ribolla, quella con la faccia di Totò Schillaci: trapiantare nel cuore più disperato della Sicilia la “Esquela de los Reyes”, il grande prato verde che in Spagna ha coltivato campioni come Messi, Fabregas e Iniesta.

Un progetto che porta la firma del direttore sportivo Giuseppe De Domenico, ex calciatore e paziente allenatore. “L’idea – ha spiegato De Domenico – è nata partendo dal presupposto che quello del Barcellona è uno dei più importanti vivai al mondo. Abbiamo riflettuto sulla possibilità di riprodurlo in piccolo, e di proporre un modo tutto nuovo di far calcio giovanile a Palermo, con crismi e regole ben precise che ad oggi non vengono sempre rispettate”. Contattare i Maestri del Calcio non è stato semplice. Anzi, De Domenico spiega che dopo “vari tentativi, ci siamo avvicinati al Barcellona nel più casuale dei modi. Una ballerina di flamenco peruviana che vive qui a Palermo ci procurò i recapiti dei dirigenti della Scuola Internazionale di Calcio del Barca a Lima. Qualche giorno dopo cicontattò personalmente Xavi Mercè, direttore delle “canteras” blaugrana nel mondo”. Dalla Carrer d’Arístides Maillol di Barcellona alla segreteria del Ribolla cominciarono ad arrivare manuali e fascicoli sulla filosofia del nuovo calcio. Schemi e tattiche incentrate sul possesso palla e il recupero della sfera il più velocemente possibile. “Va bene le prodezze di Messi e la regia di Iniesta – continua De Domenico – ma dietro quei manuali si cela l’annullamento delle individualità. La squadra prima di tutto. E addio alle vecchie tattiche “catennazzare” del nostro Paese”. A settembre dello scorso anno, la Scuola calcio cambia nome e diventa Cantera Ribolla. Sulle maglie spuntano il logo del barcellona e le strisce blaugrana.

Ma non ci sono solo schemi dietro l’ambizione barceloneta di Palermo. “Valori e princìpi – spiega De Domenico – quali l’educazione, la correttezza, la lealtà e il fair-play, da sempre alla base di chi vuol diffondere un calcio sano”. Valori spesso lontani dai quartieri “difficili” di Palermo, dove rubare uno scooter e vendere coca, è molto più semplice che andare a scuola. “Non dobbiamo cercare i nostri campioni dall’altra parte del mondo – dice fiero De Domenico – i nostri Messi, Fabregas e Iniesta sono davanti ai nostri occhi. Vengono da Ballarò, dallo Zen, da Bonagìa, dalla Vuccirìa e da Borgo Nuovo. Solo che a volte siamo poco lungimiranti per accorgercene”. Campioni in erba con alle spalle storie da “Ragazzi fuori”. Come quella di Schillaci, che prima di diventare Totògol era uno dei mille “scugnizzi” di Borgo Nuovo. Ed è stato proprio Schillaci a lasciare le redini della Scuola Calcio Palermo Srl, diventata poi Ribolla, a De Domenico. Intanto la Fcb made in Sicily ha appena sfornato i primi talenti. Si chiamano Giulio Sanseverino e Mauro Bonillo, entrambi classe 94′ che quest’estate hanno già cominciato la preparazione con i rosanero.

E mentre i ragazzi che sognano la Spagna si preparano a disputare i campionati giovanili, il Camp Nou in miniatura firmato Ribolla, con tanto di erbetta sintetica, è già pronto ad ospitarli. Una struttura d’eccellenza costata alle tasche di Totògol 350 mila euro. L’omologazione, dopo più di un anno di attesa, è arrivata qualche settimana fa.

Ma il sogno blaugrana di De Domenico non finisce qui. “Per ufficializzare il gemellaggio bisognerà attendere ancora un po’ di tempo. Il sogno è quello di stringere al più presto un legame sempre più solido con loro. “Faremo di tutto – prosegue De Domenico, per insegnare prima d’ogni cosa valori umani. Quel che il Barcellona ha chiesto a noi non è la vittoria: il successo è soltanto l’ultimo degli obiettivi. Lo ha scritto anche il Barca sulle leggendarie gradinate del Camp Nou: Mès que un club. E lo abbiamo inciso anche noi sull’insegna della segreteria: “Più di una scuola Calcio”.

 

 

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